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Le radici della grafologia giudiziaria

La grafologia giudiziaria affonda le sue origini in epoca insospettabile, già prima della nascita di Cristo.

Lex Cornelia de falsis 81 a.C. - Emanata da Lucio Cornelio Silla, Console e dittatore della Repubblica Romana è pietra miliare nella la lotta alla falsificazione documentale, conosciuta anche come lex testamentis. Interessante dal punto di vista storico-legislativo, agghiacciante attestazione che il fenomeno del falso documentale ha radici antichissime.

Seconda lettera di San Paolo ai Tessalonicesi 51 d.C. - Nel secondo scritto più antico del Nuovo Testamento, San Paolo conclude scrivendo «Il saluto è di mia mano, di Paolo; questo è il sigillo di tutte le lettere. Così io scrivo.» 3, 17. Era prassi antica un breve saluto autografo a suggellare l'autenticità della lettera, così che i destinatari riconoscessero la mano dell'autore. Questa e altre citazioni che si trovano nelle Sacre Scritture dimostrano che già allora la scrittura era ritenuta individualizzante.

Statuta Civitatis Urbini 1559 - Già in tale data nello statuto comunale di Urbino si considerava il valore della scrittura a mano, valida per l'identificazione.

manu propria scripturam

Di più recente emanazione sono gli articoli del Codice di Procedura Civile e il Codice di Procedura Penale che definiscono l'attività del Consulente Tecnico d'Ufficio. Figura nominata dal giudice che per la particolare competenza tecnica diventa suo ausiliare.